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10 Agosto 2008!!Mocodoene(Mozambico) ci attende

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Domenica ore 13, il caldo si fa sentire, ma la voglia di partire è tanta, l’emozione è tangibile; baci e abbracci con mamma e papà, raccomandazioni  scontate  e via!!!!Si parte con il nostro carico, pesante, questa volta decisamente diverso, niente vestitini, scarpe, trucchi, ma solo tanti medicinali e cose utili per la missione; da buoni bresciani come si può trascurare un salame, del formaggio e anche una fetta di mortadella per i nostri amici che ci aspettano?!

Siamo Silvia , Caterina ,Laura e Beppe e insieme abbiamo maturato la scelta di fare un’esperienza estiva di 3 settimane nella missione S.Maria di Mocodoene in Mozambico.

Il viaggio è stato lunghissimo 1 giorno di aereo e 9 ore di jeep tra una buca e l’altra e una foresta di alberi da cocco che ci ha accompagnato per tutto il tragitto.

Ad attenderci  c’è Riccardo, un ragazzo di Roncadelle che per 2 anni vivrà e lavorerà all’interno di questa missione, gestita dai padri Piamartini. Il team Missionario è composto da Padre Tiago Marietti (camuno), 2 seminaristi  Emanuel e Paulo (angolani),fratel Gerardo (brasiliano)e Stefano volontario di Milzano. 

L a missione si trova nello Stato di Inhambane nel sud-est del  paese, dista circa 30km dalla città principale ed è collocata sulla vecchia strada che porta alla capiltale, è il centro di riferimento per molte persone, infatti la zona di Mocodoene è composta da 38 comunità sparse nella foresta….la più lontana dista 70 km, da notare che le strade non sono come le nostre, anzi spesso sono sentieri, i tempi di percorrenza sono decisamente lenti in quanto l’unico mezzo di trasporto  sono le proprie gambe!!!

La missione è composta da una scuola primaria e secondaria, dall’asilo, dall’internato che accoglie una settantina di ragazzi durante il periodo scolastico e un villaggio dove vivono gli anziani allontanati dalle loro comunità.

Tanti sono i cambiamenti che si stanno sviluppando in questo periodo, infatti proprio in questi giorni, sono iniziati i lavori per la realizzazione di tre grandi progetti:

La creazione di un centro giovanile, un luogo dove i giovani possono incontrarsi, svolgere attività ed avere un po’ di svago, un centro di aggregazione quindi.

Il secondo progetto è la costruzione di pozzi d’acqua  da dislocare in zone in cui la raccolta dell’acqua è di difficile realizzazione. Il problema dell’acqua è sempre di grande attualità anche in questo posto. Spesso ci è capitato di vedere donne in fila indiana con i loro piccoli, ognuno portava sulla testa taniche, bottiglie per trasportare un poco di acqua. Abituati a fare chilometri a piedi di buon mattino per portare l’acqua al proprio villaggio.

Acqua,bene così prezioso che apprezzi quando non ce l’hai. Acqua così vitale!e così sprecata quando la possiedi senza problema.

Il terzo progetto si realizza grazie alla presenza della scuola di agricoltura che è partita quest’anno , l’obiettivo è quello di creare un commercio dei prodotti coltivati dai ragazzi che frequentano questa classe, oltre ad insegnare loro un lavoro conoscendo nuove colture. La vendita al mercato di questi prodotti è necessaria come auto sostentamento della missione ,anche se naturalmente non basta a coprire le spese!!!

Le tre settimane passate con la gente di Mocodoene sono volate, non avevamo un ruolo bene preciso , eravamo come il prezzemolo, dove c’era bisogno noi correvamo, ogni giorno il programma era diverso, solo la sveglia alle 5.20 non cambiava mai!!!!si iniziava la giornata insieme ai ragazzi dell’internato partecipando alla S.messa...ci siamo rimboccati le maniche e improvvisati muratori a spostar mattoni, agricoltori nel raccogliere la verdura, badanti con i nonnini,animatori con i ragazzi  e” pagliacci” con i bambini, fisicamente la sera eravamo cotti sia dal sole che dalla stanchezza, ma sempre felici!!!!

I bambini nel vederci ci correvano incontro e ci chiamavano, le mamy che lavoravano nei campi si fermavano e con un sorriso e un’alzata di mano ci salutavano, i ragazzi oltre a farci proposte bizzarre di matrimonio ci aiutavano nell’animazione con i bambini e nei lavori più pesanti.

Abbiamo avuto momenti di incontro con alcuni giovani nostri coetanei,  spinti dalla  curiosità di conoscere i loro costumi e la loro cultura. Il ruolo della donna in Mozambico è ancora molto legato al ruolo di MADRE, di gran lavoratrice, dipendente dal maschio per quanto riguarda il suo ruolo sociale. Nelle nuove generazioni la voglia di frequentare la scuola diventa anche motivo di emancipazione. Spesso ripensiamo al  nostro stupore nel vedere le giovanissime madri (14-16 anni), arrivare alla missione con la tanica d’acqua in testa e  i loro bimbi aggrappati alla schiena avvolti nella capulana.

Queste settimane sono state ricche di emozioni e momenti indimenticabili, non dimenticheremo facilmente i colori della natura, i tramonti, il cielo stellato che ogni sera ci augurava  la buona notte, i sorrisi della buona gente che ci ha accompagnato nel nostro viaggio. Non potremo dimenticarci  di Padre Tiago che ci ha permesso di poter vivere a pieno quest’esperienza e che con la sua bontà e semplicità ci ha lasciato nel cuore un bellissimo esempio di vita, un grazie a Riccardo che ci ha guidato e aiutato nella nostra avventura,ma soprattutto un ricordo speciale a tutto il popolo di Mocodoene

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